Perché magari di traffico sul sito web ne hai molto, ma l’esperienza che gli utenti vivono è così pessima da farli scappare senza andare oltre alla prima pagina su cui atterrano!

Ecco che così perdi decine di potenziali clienti. Pensa se invece ci fosse un modo per trattenerli: quante lead e quanti clienti in più avresti alla fine dell’anno?

Sarai felice di sapere che il modo c’è e si chiama cura della User Experience (UX): un design non studiato a dovere, un’interazione dispersiva, un funnel sbagliato, dei tempi di caricamento troppo lunghi sono tutti fattori che fanno scappare a gambe levate gli utenti e contribuiscono a tenere alto il bounce rate (o frequenza di rimbalzo) del tuo sito, cioè la percentuale di utenti che lo abbandonano dopo aver visitato una sola pagina, e senza svolgere nessuna azione.

user experience elementi fondamentali per acquisire nuovi clienti e fare lead generation

La frequenza di rimbalzo ideale varia dal 25% al 70% in base al contesto: ad esempio su un sito di notizie è normale che un utente legga una sola pagina (l’articolo) e che poi abbandoni, non è quindi un dato negativo. Se, d’altra parte, il sito o la pagina web presuppongono un’interazione, un funnel, allora forse c’è qualche problema.

In ogni caso, è una metrica su cui si può lavorare ponendo rimedio agli errori che magari hai commesso fino ad oggi.

Attirare i clienti attraverso il design e i contenuti

Un design di un sito web è efficace e converte (ergo: ti procura clienti) quando:

  1. è semplice;
  2. gli elementi sono distribuiti in base alla rilevanza;
  3. la navigazione è facile;
  4. il sito è coerente e uniforme;
  5. il design è responsive e si adatta ai diversi dispositivi;
  6. utilizza elementi che l’utente conosce;
  7. anticipa le intenzioni di ricerca;
  8. mette al centro l’utente.

Parallelamente, anche i contenuti sono fondamentali per alzare il tempo di permanenza in pagina e devono essere pertinenti, aggiornati e in linea con le tue buyer personas. Se hai articoli datati ma ancora validi, i visitatori potrebbero rimbalzare via anche solo guardando la data: i contenuti recenti danno credibilità agli occhi del pubblico.

Come ottimizzare i contenuti con l’architettura dell’informazione

Il miglior contenuto di questo mondo diventa lettera morta se non lo rendi fruibile e “trovabile”.

E se le persone non entrano in contatto con i tuoi contenuti, difficilmente potranno accorgersi di te, innamorarsi, diventare tuoi prospect e poi – se hai lavorato bene – clienti.

In tuo aiuto arriva l’architettura dell’informazione, che è quella cosa che dovresti rendere diventare centrale nella tua strategia di comunicazione perché aiuta le persone a trovare ciò che stanno cercando.

Creare una buona struttura dell’articolo è IL principio base per una buona efficacia del tuo contenuto. La domanda fondamentale che devi farti è: come organizzo l’informazione?

Il faro di questo processo è la necessità di facilitare il lavoro: il tuo lettore deve capire subito cosa vuoi comunicare, il tema della pagina, cosa troverà di utile, perché deve continuare a leggere. O se ne andrà e tu avrai perso un’occasione di business.

Ecco la combinazione vincente:

  • Headline: cattura l’attenzione e informa
  • Sottotitolo: approfondisce e introduce
  • Primi paragrafi: definiscono e spiegano
  • Immagine: rapisce lo sguardo del lettore

Il meccanismo è quello della piramide rovesciata del giornalismo.

Come ottimizzare i contenuti con l'architettura dell'informazione lead generation per acquisire nuovi clienti

Prima dai le informazioni più importanti, o la risposta alla domanda che il tuo target si aspetta. Poi approfondisci mantenendo sempre fede al principio di economia: quello che non serve può andare via, magari lasciando link interni o in uscita per approfondire.

Togli le informazioni superflue per far emergere ciò che serve al lettore. Questo è uno dei principi base della buona information architecture: perché disturbare l’utente con testo, immagini o video che non servono a comunicare valore?

Usa termini semplici per spiegare ciò che serve: evita forme verbali complesse, tecnicismi fuori contesto, burocratese o altri linguaggi di nicchia. Spiega gli acronimi se sono lontani dal tuo target; usa l’italiano se possibile, mettendo da parte inglesismi, latinismi e tutto ciò che può impegnare più del necessario il cervello di chi legge.

Ricapitolando, questi sono i principali consigli per ridurre la frequenza di rimbalzo:

  • Se la frequenza di rimbalzo è molto bassa controlla di aver inserito correttamente il monitoraggio di Google Analytics;
  • Aumenta la velocità del sito, magari aiutandoti con il tool ufficiale di Google, lo Speed Test;
  • Pensa ad un design responsive;
  • Cura – sempre, comunque, in ogni dove – i contenuti;
  • Verifica tramite Google Search Console eventuali errori 404;
  • Elabora una strategia SEO che crei corrispondenza tra ricerca e contenuti;
  • Crea un funnel semplice per l’utente e rendi visibili le call to action;
  • Cura la User Experience.

Speriamo che questa guida ti sia stata utile e che troverai i nostri consigli efficaci.

Per approfondire il tema della lead generation e scoprire come trovare ed acquisire nuovi clienti nell’era COVID, leggi la nostra guida!

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