Per la maggior parte dei siti, solo il 4% del traffico web converte alla prima visita. Il retargeting è lo strumento che ti aiuta a raggiungere il 98% degli utenti che non hanno effettuato subito l’azione desiderata (contatto, iscrizione etc.), dandoti l’opportunità di non perderli e di poterli trasformare in clienti.

retargeting

Il retargeting si basa sul cookie, un semplice codice Javascript anonimo per “seguire” l’utente su tutto il web. Ecco come funziona: devi inserire nel tuo sito un piccolo pezzo di codice (a volte indicato come “pixel”) che viene generato quando si attiva una campagna. Ogni volta che un nuovo visitatore accede al sito, il codice rilascia al browser dell’utente un cookie anonimo. Più tardi, quando l’utente tracciato da questo cookie naviga sul web, il cookie permette al tuo fornitore di retargeting (es. Google con la sua rete display oppure Facebook) di pubblicare annunci che verranno mostrati solo alle persone che hanno già visitato il tuo sito.

La tutela della privacy, che ha visto come oggetto di modifiche i cookie di terze parti, ha reso il lavoro di retargeting sicuramente più complesso, ma attualmente rimane comunque uno strumento efficace di incremento del tasso di conversione. Ad esempio Facebook ha dovuto adeguare i suoi strumenti di advertising per rispettare le restrizioni di Apple e del suo sistema operativo, iOS14.
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Perché fare retargeting?

Le campagne di retargeting ottengono un alto tasso di conversione e un alto ROI, dal momento che veicolano proposte commerciali personalizzate sulla base del comportamento di navigazione degli utenti e dell’affinità tematica del contesto in cui il messaggio pubblicitario viene pubblicato. Che stiano solo visitando il tuo sito o mettendo un articolo nel carrello, queste sono persone che hanno mostrato interesse per i tuoi prodotti. Questo significa che lo sforzo necessario per conquistarli sarà molto inferiore a quello necessario per coloro che non hanno mai visitato il tuo sito prima.

Inoltre, ti aiutano a mantenere il tuo brand visibile agli utenti anche dopo che hanno lasciato il tuo sito web. Gli utenti devono essere esposti più volte a un annuncio prima che acquistino qualcosa. E oggi, a maggior ragione con un percorso d’acquisto sempre più frammentato, il retargeting fornisce un promemoria per quella camicia o quel paio di scarpe che il tuo utente stava guardando, e riaccende il desiderio di acquisto.

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Infine, il retargeting è una soluzione cross-device e omnichannel. Gli utenti si muovono con facilità tra i vari dispositivi, per cui con un retargeting fatto bene li si può seguire su desktop, mobile e sulle app, raggiungendoli con un messaggio coerente e un’esperienza unica, ovunque essi siano.

Come fare una campagna di questo genere?

Innanzitutto, occorrono due presupposti prima di iniziare una campagna di retargeting:

  1. Avere a disposizione una tecnologia che ti permette di conoscere e tracciare i visitatori del tuo sito. Avere accesso a un’imponente quantità di dati sugli utenti ti permette di adattarti in tempo reale ai loro comportamenti ed interessi, che sono in costante evoluzione. Per questo motivo, una combinazione di Google Analytics, Google Tag Manager e Pixel di Facebook è l’arsenale di base di cui dotarti prima di iniziare qualsiasi attività di retargeting.
  2. Saper raggiungere gli utenti nel momento in cui sono più disposti a convertire. Essere in grado di capire quando un utente è più disposto a convertire e saperlo raggiungere in quel momento richiede un mix di tecnologia, organizzazione, marketing e capacità commerciale: se sei in grado di miscelare questi ingredienti, nessuna conversione potrà esserti preclusa.

Dopodiché, c’è da capire quale tipologia di retargeting è più adatta al tuo business. Già, perché esistono due principali tipi di retargeting: statico e dinamico.

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Il retargeting statico prevede la creazione di un gruppo fisso di annunci, presentati all’utente a seconda delle pagine che ha visitato sul tuo sito. Ad esempio: hai sviluppato una campagna di marketing su un eBook. Crei quattro annunci che dirigono le persone verso l’eBook, e ogni annuncio viene attivato quando un visitatore sfoglia la pagina di uno specifico prodotto o articolo del tuo sito. Un annuncio può essere diretto a persone che hanno visto l’eBook, mentre un altro potrebbe attrarre coloro che hanno letto articoli riguardo a un argomento simile a quello del tuo eBook.

Il retargeting statico è la scelta migliore per le aziende B2B. È anche una buona strategia per quando desideri targettizzare un determinato tipo di audience – ma non uno specifico individuo – oppure quando desideri promuovere un solo specifico prodotto o una sola offerta.

Il retargeting dinamico crea annunci personalizzati per ciascun consumatore. Richiede una tecnologia più sofisticata come il machine learning – per analizzare i comportamenti dei consumatori, realizzare l’annuncio in base alle preferenze individuali e stabilire quando presentare l’annuncio per massimizzare le probabilità di conversione.

Se fai parte del settore B2C e hai un grande catalogo di prodotti e un’ampia base clienti, allora il retargeting dinamico fa per te. Le variabili presenti in un annuncio di retargeting di successo sono semplicemente troppo grandi da gestire manualmente e il ROI della presentazione di annunci personalizzati è troppo importante per non approfittarne. Infatti, l’88% dei marketer negli USA ha segnalato di aver notato miglioramenti misurabili dovuti alla personalizzazione, e più della metà ha dichiarato un incremento maggiore del 10%.

Rispetto al tuo business, quale attività di retargeting può essere più efficace per trovare e ottenere nuovi lead e clienti? Una volta che avrai la risposta a questa domanda, cerca di pianificare una strategia di retargeting il più possibile affine alle esigenze e ai percorsi online del tuo target, e vedrai che smetterai di “perdere per strada” gli utenti del tuo sito!

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